Dismorfismo corporeo: uno strano rapporto con gli specchi

È come un eterno conflitto tra chi/come si è e come si appare a se stessi e agli altri.
Il dimorfismo corporeo di base ha un nucleo ossessivo, la persona si sente sopraffatta da immagini intrusive del suo corpo.
Compie azioni compulsive, come guardarsi spesso allo specchio più volte al giorno per cercare difetti e/o conferme di ciò che va cambiato o di ciò che transitoriamente si fa andar bene, o cura particolarmente l’estetica in generale o di una o più parti specifiche del corpo.
Anche azioni mentali, come il confronto con gli altri, vissuto con angoscia dovuta alle preoccupazioni legate all’aspetto.

Nonostante le frequenti rassicurazioni – giunte non per caso, ma perché la persona spinge chi la circorda a darle feedback – la sensazione è ugualmente di non andar bene, e che gli altri sminuiscano il problema (reale o percepito?), magari per affetto.
Gioca un ruolo cruciale anche la memoria corporea. Chi, ad esempio, ha avuto problemi di sovrappeso o obesità, può tendere a percepirsi con kg di troppo anche quando li ha successivamente persi. Come se l’immagine del corpo si fosse fissata in un momento particolare e non fosse in evoluzione.
Infine, quasi sempre chi ne soffre si rivolge inizialmente a professionisti NON della salute mentale, bensì ad altre figure sanitarie e non. Almeno fin quando il disturbo non diventa particolarmente invalidante.

